venerdì 30 gennaio 2009

Prendi di Mohandas Gandhi

Mohandas Karamchand Gandhi (2 ottobre 1869 – 30 gennaio 1948)

« Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre. »

Prendi un sorriso regalalo a chi non l'ha mai avuto. Prendi un raggio di sole fallo volare là dove regna la notte.v Scopri una sorgente fa bagnare chi vive nel fango. Prendi una lacrima posala sul volto di chi non ha mai pianto. Prendi il coraggio mettilo nell'animo di chi non sa lottare. Scopri la vita raccontala a chi non sa capirla. Prendi la speranza e vivi nella sua luce. Prendi la bontà e donala a chi non sa donare. Scopri l'amore e fallo conoscere al mondo...

giovedì 29 gennaio 2009

Preghiera dell'Informatico a S. Gates

Dio Hacker, che sei nei desktop, sia santificato il tuo socket, venga il tuo hard disk, sia fatta la tua ram, come nel bios così nel case, dacci oggi il nostro benchmark quotidiano , e non ci indurre in console, ma liberaci dai virus.

NO alle sigarette SI alle auto

Ci siamo lamentati per anni dei Paesi dove vige la dittatura. Perchè eravamo convinti di essere in democrazia.  Adesso nei "Paesi democratici" i divieti aumentano ogni giorno. Ed alcuni sono sicuramente discutibili. A Belmont, piccola cittadina della California, da due settimane è partito un esperimento. Che potrebbe estendersi a tutta l'America. E' vietato fumare non solo nei luoghi pubblici ma anche nelle case private che hanno un tetto od un muro in comune con altri appartamenti. In poche parole possono fumare solo quelli che abitano nelle ville. La multa è di 100 euro. Per fortuna non viene applicata la pena di morte. Perchè il fumo passa attraverso le fessure e diventa fumo passivo per il vicino di casa. Nello stesso tempo si fanno gli incentivi per le auto. I cittadini non devono usare i mezzi pubblici o biciclette. E nelle scuole non si fa nessuna educazione ai ragazzi in tal senso. In America, tra l'altro, si prende la patente di auto a 16 anni. Le auto non inquinano?  Sono favorevole a vietare il fumo nei luoghi pubblici, ospedali, scuole ecc. Ma vietarlo anche nelle case private mi sembra una vera esagerazione.  Sarebbe più opportuno vietare la vendita delle sigarette. E finirla con gli incintivi alle auto. Il vicino di casa muore non per il fumo passivo che passa dalla fessura ma perchè respira aria inquinata dai gas di scarico delle auto e perchè mangia cibi scaduti e riciclati disonestamente. Per questa Terra non si fa niente per salvarla. E poi ci si stupisce per gli sconvolgimenti climatici.

mercoledì 28 gennaio 2009

A letto dopo Carosello....

Carosello è andato in onda sul primo canale RAI dal 3 febbraio 1957 al 1° gennaio 1977. Veniva trasmesso quotidianamente dalle 20:50 alle 21:00 I messaggi pubblicitari duravano in media 135 secondi. Carosello rimase per molti anni fra le trasmissioni televisive più amate, venendo a rappresentare un tipico appuntamento della famiglia italiana, tanto che ancora oggi la frase "a letto dopo Carosello" è rimasta parte del linguaggio parlato. Nel giorno di Capodanno del 1977 ne fu annunciata la chiusura, con un annuncio di commiato di Raffaella Carrà che reclamizzava un famoso brandy. I motivi per cui la trasmissione fu interrotta sono probabilmente vari. Il mercato italiano della pubblicità si stava trasformando, divenendo più moderno e dinamico, e i produttori stavano diventando insofferenti verso i limiti di tempo imposti da questo modo di reclamizzare i propri prodotti; anche il pubblico stava cambiando, e la televisione basata su presupposti pedagogici perdeva presa. Le ditte minori che non potevano permettersi i costi di Carosello avevano iniziato a far sentire la loro voce. Infine, i prodotti del mercato internazionale avevano bisogno di un'immagine standard nei diversi paesi e mal sopportavano di dover costruire spot legati particolarmente al contesto italiano.

Sta di fatto che Carosello è ricordato da tutti i bambini di allora che sono Adulti oggi. E molte frasi di questi spot sono rimasti come modi di dire. Capitano lo possiamo torturare? 

Prima sigla di Carosello del 3/2/1957

Sigla Carosello del 1974

Cera Grey - I Brutos

Carne montana -gringo- 1966

Miralanza- Calimero pulcino nero

Caffè Paulista

Sorriso Durban's - Agostino fotoreporter

Salomone, pirata pacioccone

Bertolli - Maria Rosa Capricciosa

Ultimo Carosello - 1 Gennaio 1977 

Scoperta l'immortalità ma....

L'anno scorso è stata scoperta una piccola medusa, la Turritopsis nutricula, che ha una particolarità. Una volta raggiunta la maturità sessuale e dopo essersi riprodotta, non muore, a differenza di tutti gli altri organismi similari. Questa speciale medusa, invece, scende sul fondo e si ritrasforma nello stadio giovanile da cui era stata generata, ossia quella di un polipo, e in seguito nuovamente quella di medusa. Un processo che in sostanza può definirsi «infinito». Tale sconvolgente scoperta, che rischia di diventare una delle più importanti e dense di conseguenza per l'umanità, è stata fatta da due scienziati italiani: il professor Ferdinando Boero , docente di zoologia e biologia marina presso l'Università degli Studi di Lecce, in collaborazione con Stefano Piraino dell'Istituto Talassografico CNR ''A.Cerruti'' di Taranto. Il ringiovanimento della medusa è reso possibile, a livello cellulare, a causa di un fenomeno altrettanto straordinario conosciuto come «transdifferenziamento». L'ovvia e inevitabile conseguenza è una proliferazione di questa creatura dei mari. L'invasione silenziosa. Questi predatori del mare, originariamente presenti nelle acque calde dei Carabi, si stanno diffondendo velocemente in tutti gli oceani, aiutati anche da «passaggi» inconsapevolmente offerti dalle navi. Non ci resta che sperare in un aumento delle tartarughe marine e dei pesci palla che sono i predatori delle meduse. A proposito dl pesce palla non lo mangiate. La carne contiene un veleno molto potente. (Vive nei mari tropicali).

La Fobia di avere delle fobie

Cosa è una fobia? Da Wikipedia: La fobia è una manifestazione psicopatologica riguardante a stati dell'io non pienamente inserito con l'ambiente che lo circonda. Il sintomo principale di questo disturbo è l'irrefrenabile desiderio di evitare l'oggetto che incute timore. Pur essendo spesso legata, apparentemente, a un oggetto o una situazione concreta, il contenuto psicologico che è alla base della fobia non coincide con quell'oggetto, che svolge semplicemente il ruolo di motivazione occasionale della crisi fobica. Il fobico tende a fuggire da quelle rappresentazioni che creano in lui un senso di angoscia; questo significa che sposta inconsciamente su oggetti esterni e su situazioni fobizzate, caricati simbolicamente di valenze negative, le sue preoccupanti relazioni con elementi interni che, in questo modo, vengono rifiutati. L'individuo fobico non può sottrarsi volontariamente alla sua paura, sebbene il suo insight sia sufficientemente buono da rendersi conto dell'irrazionalità e della sproporzionalità di questo vissuto, che permane per un determinato periodo di tempo e determina un disadattamento del soggetto al suo ambiente. Ci siete? Bene. Allora guardate questa piccola lista di fobie che esistono e sono state riconosciute. Credo che non esista al mondo un individuo che non ne abbia almeno una. Alcune potrebbero anche far sorridere. Ma le fobie sono fastiose ed in alcuni casi pericolose. Nel blog qualche mese fa ho parlato della fobia del clown. Un articolo abbastanza interessante che troverete a questo link.
Per adesso eccovi a voi la lista delle paure dell'uomo: Acarofobia: timore di avere prurito; degli insetti che causano prurito. Acatartofobia: avversione per lo sporco e per la polvere. Acluofobia: paura dell’oscurità. Acrofobia: paura dell’altezza e dei luoghi alti. Acusticofobia: paura dei rumori. Aeroacrofobia: paura di posti alti e aperti. Aerofobia: insofferenza del contatto della pelle con l’aria. Aeronausifobia: timore di vomitare a causa del mal d’aria. Afefobia: paura del contatto, di esser toccati. Algofobia: paura del dolore fisico. Agorafobia: paura degli spazi aperti o dei luoghi affollati (da agorà, piazza). Agrizoofobia: paura degli animali selvatici. Agyrofobia: paura delle strade o di attraversare le strade. Aicmofobia: paura degli oggetti acuminati e taglienti. Ailurofobia: paura dei gatti. Alectorofobia: paura dei polli. Alliumfobia: avversione per l’aglio. Amartofobia: paura di sbagliare o peccare. Amatofobia: paura della polvere. Amaxofobia: paura di guidare un’automobile. Ambulofobia: paura di camminare. Amnesifobia: paura di soffrire di amnesia. Amycofobia: paura dei graffi o di essere graffiato. Anablefobia: paura di guardare in alto. Anchilofobia: paura dell’immobilità di un’articolazione. Androfobia: paura, avversione, antipatia per gli uomini (maschi). Anemofobia o ancraofobia: paura del vento, delle correnti d’aria. Anginofobia: paura di soffocare. Antlofobia: paura delle inondazioni. Antropofobia: paura della gente e dei contatti sociali (dal greco “anthropos”, uomo). Apifobia: paura delle api. Aracnofobia o aracnefobia: paura dei ragni. Arsonfobia: vedi pirofobia. Asimmetrofobia: idiosincrasia per le cose non simmetriche. Astrafobia: paura dei tuoni e dei fulmini. Ataxofobia: paura dell’atassia (scoordinamento dei muscoli). Athazagorafobia: paura di essere dimenticati o ignorati, o di dimenticare. Atefobia: paura delle rovine. Atelofobia: avversione per l’imperfezione. Atomosofobia: paura delle esplosioni atomiche. Atychifobia: paura di fallire. Aurofobia: avversione per l’oro. Aurorafobia: paura dell’aurora. Autofobia: paura di essere soli o paura di se stessi. Autodismorfofobia: paura di essere sgradevoli, brutti, deformi. Automatonofobia: avversione per ciò che è fatto ad imitazione di un essere umano (burattini, bambole, statue di cera, spaventapasseri) Automisofobia: timore di essere sporchi. Aviofobia o aviatofobia: paura di volare (paura degli aerei) Bacillofobia: paura dei microbi. Bacteriofobia: paura dei batteri. Barofobia: paura della gravità (del peso). Basifobia o Basofobia: paura di cadere (se si sta in piedi o si cammina). Batofobia: paura della profondità e delle altezze. Batracofobia: idiosincrasia per le rane e degli anfibi. Belonefobia: vedi aicmofobia. Biofobia: paura della convivenza con esseri umani o animali. Blennofobia: paura o disgusto per le cose viscide. Bromidrofobia’ o bromidrosifobia: avversione per gli odori corporei. Brontofobia: paura dei tuoni. Bufonofobia: avversione, disgusto per i rospi. Cacofobia: paura della bruttezza. Cainofobia o cainotofobia o cenofobia o cenotofobia: paura di cose o idee nuove. Calliginefobia: paura, antipatia, difficoltà a rapportarsi con donne belle. Cancerofobia o carcinofobia o carcinomafobia: paura di ammalarsi di cancro Cardiofobia: paura del cuore o delle malattie del cuore. Catagelofobia: paura, timore di essere ridicolizzati e presi in giro. Catapedafobia: paura di saltare. Catisofobia: paura di sedersi. Ceraunofobia: paura dei tuoni. Chaetofobia: paura dei capelli. Cheimafobia o Cheimatofobia: paura del freddo. Chemofobia: paura delle sostanze chimiche. Chiraptofobia: paura di essere toccati. Chorofobia: avversione per il ballo. Cibofobia: paura del cibo. Ciclofobia: paura, avversione per le biciclette. Cimofobia: paura, avversione per le onde del mare. Cinetofobia: paura del movimento. Cinofobia: timore verso i cani (di essere morsi). Claustrofobia: paura, fobia degli spazi chiusi. Cleisiofobia o cleithrofobia: paura di essere rinchiusi in un luogo. Cleptofobia: paura di rubare Climacofobia: timore delle scale a chiocciola o di cadere dalle scale. Clinofobia: paura di andare a letto. Cnidofobia: paura degli spaghi. Coimetrofobia: avversione, paura dei cimiteri. Coitofobia: paura dell’atto sessuale. Colerofobia: paura della rabbia (di provare rabbia). Cometofobia: paura delle comete. Contreltofobia: paura di essere stuprati. Coprastasofobia: paura della costipazione. Coprofobia: paura delle feci. Coproasfissiofobia: paura di essere soffocati dalle feci. Coulrofobia: paura, dei clown malvagi. Counterfobia: il piacere di un fobico nel ricercare situazioni che lo spaventano. Crematofobia o chrometofobia:: idioincrasia per il denaro Cremnofobia: paura dei precipizi. Criofobia: paura del freddo, del gelo, del ghiaccio. Cristallofobia: avversione, paura del vetro, dei cristalli. Cromatofobia o cromofobia: paura dei colori. Cronofobia: paura del tempo (da cronos = “tempo”). Cronometrofobia: idiosincrasia per gli orologi. Cyberfobia: paura, avversione dei computer o di lavorare al computer. Cymofobia: paura delle onde o di movimenti ondeggianti. Cyprifobia (o cyprianofobia, cypridofobia, cyprinofobia): paura delle prostitute o delle malattie veneree.  Daemonofobia o demonofobia: paura dei demoni Decidofobia: paura di prendere decisioni. Defecaloesiofobia: paura di una defecazione dolorosa. Deipnofobia: paura di cenare o di conversare a cena. Dementofobia: paura della follia. Demofobia: paura della folla Dendrofobia: paura degli alberi. Dentofobia: paura dei dentisti. Dermatofobia o dermatopatofobia o dermatosiofobia: paura delle lesioni o delle malattie alla pelle. Dextrofobia: paura degli oggetti alla destra del corpo. Didascaleinofobia: paura di andare a scuola. Dichefobia: paura della giustizia, dei giudici o dei processi. Dinofobia: paura delle vertigini o dei vortici. Diplofobia: paura di vedere doppio o delle cose doppie. Dipsofobia: paura di bere. Disabiliofobia: paura di spogliarsi di fronte a qualcuno. Dismorfofobia o quasimodofobia o bellopedefobia: paura di essere o apparire deformi. Domatofobia: paura delle case, di trovarsi in casa o nei dintorni di casa. Dorafobia: paura del pelo o della pelle degli animali. Dromofobia: paura dei mezzi di locomozione (treni). Dystychifobia: paura degli incidenti.  Ecclesiofobia: paura delle chiese. Ecofobia: paura di restare soli in casa. Edonofobia: paura di provare piacere fisico. Efebofobia: paura dei imberbi. Eisoptrofobia: paura degli specchi. Elasmofobia: paura degli squali. Electrofobia: paura dell’elettricità. Eleuterofobia: paura della libertà. Eliofobia: paura del Sole. Elurofobia: vedi ailurofobia. Ematofobia: vedi emofobia. Emetofobia: paura di vomitare. Emofobia: paura del sangue. Elmintofobia: paura dei vermi o di esserne infestati. Enetofobia: paura degli spilli. Enissofobia o enosiofobia: paura di aver commesso un peccato imperdonabile o di ricevere critiche. Enofobia: paura del vino. Enochlofobia: paura della folla. Entomofobia: avversione, ripulsa, paura degli insetti. Eosofobia: paura dell’alba. Epistaxiofobia: paura delle emorragie dal naso. Epistemofobia: paura della conoscenza. Equinofobia: paura dei cavalli. Eremofobia: paura di essere sé stessi o della solitudine. Ereutofobia o eritrofobia: paura del colore rosso, delle luci rosse o di arrossire. Ergasiofobia, : paura di lavorare, di operare (da parte di chirurghi)o timore di agire e provocare esiti disastrosi. Ergofobia: paura del lavoro. Eritrofobia: paura di arrossire Erotofobia: paura dell’amore sessuale o delle questioni sessuali. Erpetofobia: paura dei rettili o degli animali che strisciano. Eterofobia: paura del sesso opposto. Eufobia: paura di sentire buone notizie. Eurotofobia: paura dei genitali femminili.  Fagofobia: paura di mangiare (o di essere mangiati). Falacrofobia: paura delle calvizie. Fallofobia: paura del pene (in erezione). Farmacofobia: paura dei medicinali. Felinofobia: vedi ailurofobia. Filofobia: paura di innamorarsi. Fobofobia: paura di aver paura. Fonofobia: paura dei suoni. Fotofobia: paura della luce Frigofobia: vedi criofobia Iatrofobia: paura dei medici. Idrofobia: paura dell’acqua. Idrofobofobia: paura della rabbia. Igrofobia: paura dell’umidità. Insectofobia: vedi entomofobia. Ipnofobia: paura di dormire. Ippofobia: vedi equinofobia. Italofobia: Paura di tutto ciò che riguarda l’Italia. Ittiofobia: paura dei pesci. Keraunofobia: paura dei tuoni. Laliofobia: paura di parlare. Leprofobia: paura della lebbra Leucofobia: paura del colore bianco. Lilapsofobia: paura delle tempeste. Limnofobia: paura dei laghi. Lisifobia: Timore di lasciare delle questioni in sospeso. Logofobia: paura delle parole (di determinate parole). Maniafobia: paura della malattia mentale Mastigofobia: paura di essere puniti. Megalofobia: paura delle cose grandi. Melanofobia: paura del colore nero. Melissofobia: vedi apifobia. Melofobia: paura della musica. Meningitofobia: paura delle malattie al cervello. Menofobia: paura delle mestruazioni. Metallofobia: paura dei metalli. Micofobia: paura dei funghi. Microbiofobia: vedi bacillofobia. Microfobia: paura delle cose piccole. Mirmecofobia: paura delle formiche. Misofobia: paura di rimanere “contaminati” dal contatto con corpi estranei, più spesso dal contatto umano; ne conseguono numerose precauzioni igieniche da parte del soggetto misofobo. Mnemofobia: paura dei ricordi. Monofobia: paura della solitudine. Monopatofobia: paura di ammalarsi relativa a una singola, determinata malattia. Mottefobia: paura delle falene. Musofobia o murofobia: paura dei topi. Mutandofobia: paura delle mutande. Necrofobia: paura della morte o di corpi morti. Nefofobia: paura delle nuvole. Neofobia: paura delle novità. Nictofobia o noctifobia: paure del buio (della notte). Nosocomefobia: paura degli ospedali. Nosofobia: paura di ammalarsi. Nudofobia: vedi gimnofobia. Obesobofobia: paura di ingrassare. Obofobia: paura dei barboni Odinofobia: vedi algofobia. Odontofobia: vedi dentofobia Ofidiofobia: paura dei serpenti Oicofobia o oikofobia: vedi domatofobia. Ombrofobia: paura della pioggia. Ommetafobia: paura degli occhi. Omofobia: paura, avversione, razzismo verso persone omosessuali, di essere considerato o di diventare omosessuale. Oneirofobia: Paura dei sogni. Ornitofobia: paura degli uccelli. Pagofobia: paura del ghiaccio. Panofobia: paura di tutto. Pantofobia: paura di tutto. Papirofobia: paura della carta. Parassitofobia: paura dei parassiti. Partenofobia: paura delle vergini o delle ragazze giovani. Patofobia: paura delle malattie. Pediculofobia: paura dei pidocchi. Pedofobia: paura dei bambini. Pendofobia: paura degli orologi a pendolo. Peniafobia: paura della povertà. Pharmacofobia: Paura di prendere medicinali. Pirofobia: paura del fuoco. Placofobia: paura delle tombe (lapidi). Plutofobia: paura della ricchezza. Pluviofobia: paura della pioggia. Pnigofobia o Pnigerofobia: Paura di soffocare o essere soffocato. Pocrescofobia: vedi obesofobia. Pogonofobia: paura delle barbe. Polifobia: paura per molte cose (insieme di fobie). Potamofobia: paura dei fiumi (dell’acqua corrente). Radiofobia: paura delle radiazioni, dei raggi X. Rupofobia: paura dello sporco e di ciò che non è igienico, dalla quale spesso deriva l’ossessione a pulire Tacofobia: paura della velocità. Tafofobia: paura di venire sepolti vivi. Talassofobia: paura del mare (di annegare). Tanatofobia: paura ossessiva della morte Taurofobia: paura dei tori. Tecnofobia: paura della tecnologia. Teofobia: paura della religione, di Dio, degli dèi. Termofobia: paura del calore. Tomofobia: paura dei tagli, delle operazioni chirurgiche. Topofobia: paura di determinati luoghi. Toxofobia: paura di essere avvelenati. Traumatofobia: paura di ferirsi. Tricofobia: paura dei capelli. Triscaidecafobia: paura del numero 13. Tropofobia: paura di muoversi (di cambiare luogo). Uranofobia: paura del cielo (del paradiso). Urofobia: paura dell’urina (di urinare,attraverso l’uretra). Vaccinofobia: paura delle vaccinazioni. Venustrafobia: paura delle belle donne. Verbofobia: paura delle parole. Verminofobia: paura dei germi. Xantofobia: paura del colore giallo. Xenoglossofobia: Paura delle lingue straniere Xenofobia: paura, avversione, razzismo verso gli stranieri (degli sconosciuti). Xerofobia: Paura della siccità. Xylofobia: Paura degli oggetti di legno o paura dei boschi.  Zemmifobia: Paura di un grosso topo. Zeusofobia: Paura degli dei. Zoofobia: paura degli animali.

martedì 27 gennaio 2009

Una "hot line" nel mio blog?

A Lucca il menù lo fa il Comune

Il Consiglio Comunale di Lucca ha approvato il nuovo regolamento per bar e ristoranti. In sintesi questo regolamento vieta “l’attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse”. In questo caso diverse dalla Toscana. Nel menu uno dei piatti deve essere "lucchese" e preparato con prodotti della provincia.   Gli arredi devono essere “confacenti al centro storico stesso” e i locali devono essere dotati di “sedie in legno, arredamento elegante e signorile anche nei dettagli”, mentre al personale, che deve essere “fornito di elegante uniforme, adatta agli ambienti nei quali si svolge il servizio”, sarà richiesta “la conoscenza della lingua inglese”. Tra i primi a essere colpiti, ovvio, ci sono i kebabbari, ma di fatto la regola può essere estesa anche alla cucina messicana, indiana o francese.  L'euro era la moneta che, unica per tutti, favoriva scambi commerciali, viaggi ed "integrazione.  La tradizione va difesa ma la "diversità" non può essere ignorata. Un altro caso di autonomia "comunale" che porta a regolamenti discutibili. Sta a vedere che i camerieri assunti in questi locali sono tutti extracomunitari? Speriamo di si.

Per chi ha dimenticato

Una foto per ogni milione di ebrei uccisi. Sono sei foto. Sono sei milioni gli ebrei uccisi. Ed ancora oggi si costituiscono gruppi che si definiscono "Nazi-fascisti". Ed i governi stanno a guardare. La perversione dell'uomo non ha limiti. Ci sarà mai giustizia?

lunedì 26 gennaio 2009

Una partita da ricordare

Paul Leonard Newman (Shaker Heights, 26 gennaio 1925 – Westport, 26 settembre 2008) 

Da "La Stangata" la partita di poker


Un sogno di Pace chiamato Samantha

Tempo fà qualcuno disse che le guerre sono stupide ed inutili. Io mi associo. Ma il mondo non lo sà e quindi si continua a sparare. Come si evita una guerra? Con la cosa più semplice che sia mai stata data ad un uomo. Il dialogo. Detto cosi fa ridere. Eppure nelle cose più semplici troviamo le maggiori verità.  Ne volete una prova? Allora vi racconto una favola.  C'era una volta un Paese molto potente. Sono passati troppi anni e non ne ricordo il nome. Chiamiamolo "Unione Sovietica". In questo paese comandava un uomo potentissimo. Il Segretario del Partito Comunista Sovietico un tal Jurij Andropov.  Ma il mondo è enorme ed esisteva anche un altro grande Paese. Chiamiamolo "Stati Uniti d'America". E qui comandava un certo "Ronald Reagan". Tra i due non c'era sicuramente simpatia. Il mondo era preoccupato. Non passava giorno che nei giornali non si facessero ipotesi di guerre nucleari. Erano ipotesi o sarebbero diventate realtà? Diamo anche una data a questa storia. Poniamola nel 1982. In questo gioco del potere tra grandi Paesi e grandi Uomini, non si sa come, spunta un piccolo personaggio. Forse sfuggito alla penna di qualche scrittore di fantasia. Si tratta di una bambina di appena 10 anni che si chiama Samantha Reed Smith. Questa bambina legge tutto quello che si pubblica in quel periodo sui contrasti Usa-Unione Societica e su tutte le ipotesi che si fanno sullo scoppio di un eventuale conflitto.  Un giorno chiede alla madre «Se la gente ha così tanta paura di lui, perché nessuno gli scrive una lettera per chiedergli se vuole o no una guerra?»  «Perché non tu?» fu la risposta di sua madre. Detto e fatto. Samantha era un tipo determinato. All'età di 5 anni aveva scritto ad una Regina, Elisabetta II d'Inghilterra. Adesso perchè non scrivere ad Andropov?. Ed ecco come per magia la lettera (novembre 1982): Caro Sig. Andropov, Mi chiamo Samantha Smith. E ho dieci anni. Congratulazioni per il vostro nuovo lavoro. Mi sono preoccupata a proposito di una possibile guerra nucleare tra Russia e Stati Uniti. State per votare per avere una guerra o no? Se non volete, ditemi per favore come farete per evitare che ci sia una guerra. A questa domanda potete non rispondere, ma mi piacerebbe sapere perché volete conquistare il mondo o almeno il nostro Paese. Dio ha creato il mondo per noi perché potessimo viverci insieme in pace, non per combatterci. Sinceramente, "Samantha Smith" Secondo voi a questa lettera Andropov rispose?. Nelle favole sicuramente. E nella vita vera, quella di tutti i giorni, sarebbe possibile questa storia?. A Samantha qualcuno risponderebbe? La risposta è SI. Perchè la fiaba non è fiaba. I personaggi sono veri ed i fatti si sono verificati. Andropov rispose il 25 aprile del 1983 e la lettera fu pubblicata sulla Pravda. Nel luglio del 1983 Samantha ed i suoi genitori furono ospiti a Mosca dal Presidente Andropov. Per due settimana visitarono diversi posti in Uinione Socvietica e la bambina fece molte amicizie. Samantha diventò famosa sia in Unione Sovietica che negli Usa.  Negli Stati Uniti la definirono con l'appellativo di più giovane ambasciatrice d'America e in Unione Sovietica come ambasciatrice di buona volontà. Nel 1984 andò in Giappone con sua madre, dove incontrò Yasuhiro Nakasone, il Primo Ministro del Giappone, ed assistette al Simposio Internazionale della Gioventù tenutosi a Kobe.  Nel suo discorso a questo simposio suggerì che i leader sovietici e americani si scambiassero le figlie maggiori per due settimane all'anno, argomentando che un presidente "non desidererebbe inviare una bomba ad un Paese in cui è in visita la propria figlia." In seguito, Smith scrisse un libro intitolato Journey to the Soviet Union (Viaggio in Unione Sovietica) e intraprese un ruolo da attrice, recitando con Robert Wagner nella serie televisiva Lime Street. Ma, ahimè, siamo usciti dalla Fiaba. E la realtà non da mai i lieti fini come nelle fiabe. E' la maledizione dell'uomo e del suo destino. Il 25 Agosto 1985, Samantha e suo padre erano su un aereo di ritorno dalle riprese di una delle tante puntate di Lime Street. L'aereo mancò la pista di atterraggio di circa 200 metri. Pochi ma necessari per spegnere la piccola ambasciatrice. E Samantha a soli 13 anni lasciò questo mondo.  La morte della ragazza fece scoppiare molte polemiche e supposizioni riguardo la causa dell'incidente — alcune voci sospettarono un coinvolgimento della CIA, mentre altre accusarono il KGB, sostenendo che la crescente popolarità di Smith avrebbe potuto avere effetto su alcune importanti decisioni politiche o militari in entrambi i Paesi. Negli Usa venne intrapresa un'inchiesta e il rapporto ufficiale, che non supportava quelle speculazioni, venne reso pubblico. Il rapporto sosteneva che le avverse condizioni meteorologiche, l'oscurità, unite all'inesperienza dei piloti e ad un guasto accidentale al radar dell'aeroporto, fossero le principali cause della tragedia. Il lutto per la morte di Samantha Smith radunò una folla di circa 1.000 persone al suo funerale ad Augusta, tra i quali Vladimir Kulagin dell'ambasciata sovietica a Washington, che lesse un messaggio personale di condoglianze da parte di Mikhail Gorbačëv. Tuttavia, nessun rappresentante del governo americano era presente. Lei e suo padre furono sepolti vicino a Houlton, la città in cui era nata Samantha. Di Samantha sono rimasti alcuni ricordi. Nel 1985 l'Unione Sovietica pubblicò un francobollo commemorativo con le sue sembianze. Un diamante, una varietà di tulipani e di dalie, un vascello e una montagna furono battezzate in onore di Samantha Smith, e a Mosca le venne costruito un monumento. L'asteroide 3147 fu battezzato "3147 Samantha" in suo onore. Lo stato del Maine (dove era nata) dedicò il primo lunedì di giugno di ogni anno alla memoria di Samantha Smith e fece costruire in suo onore una statua con le sue fattezze tuttora visibile nei pressi del Maine State Museum di Augusta, che ritrae la Smith mentre libera una colomba, con un cucciolo d'orso fermo ai suoi piedi. Il cucciolo d'orso rappresenta sia il Maine che la Russia. Inoltre una scuola elementare dello stato di Washington e un dormitorio dell'Università del Maine ricevettero il suo nome. Nel 2003 il monumento costruito in suo onore a Mosca venne rubato da ladri di metallo. Tuttavia, alcune interviste con sua madre Jane Smith furono pubblicate sui giornali russi nei primi anni 2000 e molte persone in Russia continuano a ricordarla con affetto. Nel 2003 Valentin Vaulin, un pensionato di Voronež, costruì in suo onore un monumento senza alcun supporto governativo. Nel 1985 il compositore danese Per Nørgård scrisse il concerto per viola Remembering Child in memoria della Smith. Siamo giunti al termine. Samantha vive. Vive in tutti quegli uomini che credono che le guerre sia stupide ed inutili.  Mi piace aver scritto questo post perchè contribuisce alla memoria cosi come su Youtube, la nostra memoria online, mi restituisce questo bel video in memoria di Samantha.  Si intitola "Samantha Smith Keeping the Dream Alive" E sicuramente il sogno di pace vivrà.


domenica 18 gennaio 2009

Arrivedorci!

« Il mondo è pieno di persone come Stanlio e Ollio. Basta guardarsi attorno: c'è sempre uno stupido al quale non accade mai niente, e un furbo che in realtà è il più stupido di tutti. Solo che non lo sa. » Oliver Norvell "Babe" Hardy (Harlem, 18-01-1892 – Los Angeles, 7-8-1957)

La vendetta di Pizzo Sella


Si è conclusa, dopo tre anni, un indagine della Regione Siciliana su alcune lottizzazioni abusive di Palermo. L´indagine della Regione partì dopo l´esposto presentato nel 2003 dagli avvocati Nunzio Pinelli, Giorgio Gangi e Sebastiano Sanguedolce, che consegnarono ai funzionari del Territorio e alla Procura un elenco di 55 lottizzazioni definite sospette, che secondo loro avevano le stesse caratteristiche di Pizzo Sella, la collina simbolo del sacco edilizio. Da allora i tecnici dell´assessorato al Territorio hanno iniziato a indagare. Sono ben 55 le "Pizzo Sella" disseminate per la città. Lottizzazioni abusive avvenute tra il 1973 e il 1978 che hanno portato alla concessione di 1.151 licenze da parte del Comune e alla realizzazione di 3.360 villette, tutte in verde agricolo. Per avere un´idea del fenomeno, basti sapere che le villette abitate di Pizzo Sella sono appena 59, e in tutto i fabbricati sono 170. Il dirigente generale del dipartimento Urbanistica dell´assessorato regionale al Territorio, Giuseppe Libassi, dopo le verifiche sul lavoro svolto dai tecnici, lo scorso 18 novembre ha spedito una nota al sindaco Diego Cammarata, ai dirigenti comunali all´Urbanistica, Edilizia privata e alle Infrastrutture, e per conoscenza anche alla Procura della Repubblica, invitando l´amministrazione ad adottare i consequenziali provvedimenti d´ufficio «in autotutela». Sebbene siano prescritti i termini del reato penale (dieci anni dall´abuso) e i costruttori non siano più perseguibili, il Comune, esattamente come ha fatto per Pizzo Sella, dovrebbe prima revocare le concessioni edilizie, e poi procedere con la confisca delle villette e all´eventuale demolizione.  Ma chi sono i costruttori che negli anni Settanta hanno ottenuto le 1151 concessioni dal Comune? Tra loro ci sono nobili, come Giuseppe Lanza di Scalea e Chiara Boscogrande. Ma anche famiglie mafiose, come i Sansone e il prestanome di Totò Riina, Salvatore Sbeglia. Il lotto più consistente si trova proprio a Villa Scalea, con 152 concessioni. A Cardillo ci sono le 60 unità dei Boscogrande, mentre in viale Regina Margherita le 66 di Giuseppe e Carola Castellucci. Ma le villette sono anche in zone residenziali come Baida, San Lorenzo e viale Michelangelo. O ancora via Altofonte, Tommaso Natale, Cruillas e Inserra. E non solo. Le lottizzazioni abusive hanno raggiunto pure Mondello e Partanna. Adesso gli avvocati che presentarono l´esposto, chiedono al Comune di intervenire subito e minacciano di adire le vie legali. «Ora che la Regione ha trasmesso gli atti della verifica fatta dai suoi ispettori, il Comune di Palermo deve agire di conseguenza - dice Nunzio Pinelli - Se la sua linea è sempre la stessa, acquisisca, come ha fatto con le ville di Pizzo Sella, anche queste altre 3 mila case: altrimenti agiremo per vie legali, presentando una denuncia per omissione d´atti d´ufficio e ci rivolgeremo anche alla Corte dei conti per danno erariale». Pinelli è tra gli avvocati che assistono gli abitanti di Pizzo Sella. L´amministrazione è tra l´incudine e il martello: se non confischerà le villette rischierà di essere trascinata in tribunale dagli avvocati che hanno presentato l´esposto. Se, invece, avvierà le procedure di revoca delle concessioni in autotutela, dovrà fare i conti con le oltre tremila famiglie che in queste case abitano. Andando per vie legali i tempi saranno lunghissimi. Ma è già chiaro chi ha vinto. L'abusivismo edilizio. Fonte: Repubblica.it

sabato 17 gennaio 2009

Abbraccio di Pedro Salinas

L'abbraccio di Klimt

E sto abbracciato a te senza chiederti nulla, per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami. E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti. Non debba mai scoprire con domande, con carezze, quella solitudine immensa d'amarti solo io.

Buon viaggio mister Obama

E' cominciato il viaggio di Barack Obama che con un treno è partito da Filadelfia e raggiungerà Washington il 20 gennaio. Giorno in cui ufficialmente Obama si insedierà alla Casa Bianca. Obama ha deciso di ripercorrere il viaggio compiuto da Lincoln nel 1861. Il neo Presidente appare fiducioso. Ammette che ci sono molti problemi e che il momento è difficile. Ma dichiara: Se i problemi che ci troviamo davanti sono nuovi non è nuovo quello di cui abbiamo bisogno per superarli» Per affrontarli e vincerli bisogna tornare allo spirito con cui i Padri fondatori si riunirono a Filadelfia e firmarono la Dichiarazione d'Indipendenza.  «Perché fu qui, in questa città, che cominciò il nostro viaggio americano. Fu qui che un gruppo di contadini e avvocati, mercanti e soldati si riunirono per dichiarare la loro indipendenza e il loro diritto ad essere protagonisti del loro destino».  Per questo, aggiunge, serve adesso «una nuova dichiarazione d'indipendenza dalle ideologie, dai pregiudizi, dall'intolleranza». È necessario «unire le forze» per riportare a Washington un governo «responsabile nei confronti del popolo» e che «non serva gli interessi dei pochi».  «Avremo false partenze, arretramenti, frustrazioni e difficoltà ma qualcosa che è stato e continua a essere» vivo nelle menti e nei cuori. «Non è questo il momento di scoraggiarsi». «Non viaggerò da solo, ma con le voci degli americani che porterò con me alla Casa Bianca». Il viaggio è un percorso di 220 km. Prima di arrivare a Washigton si fermerà a Claymont, dove salirà a bordo il vice Presidente Biden e sono previste altre due fermate a Edgewood e Baltimora.  Potrà sembrare retorica la sua, ma i suoi discorsi e quelli dei politici italiani sono distanti anni luce.  Lui infonde fiducia in un momento di grave crisi americana e mondiale, da noi qualcuno va alle riunioni internazionali per dire "cucù" Buon viaggio mister Obama

Off4Fit la ginnastica in ufficio

Usiamo per molto tempo il pc a casa ed in ufficio. Occhi, schiena e mani sono quelli che ne pagheranno le conseguenze nel tempo. Facciamo una pausa e stacchiamoci momentaneamente dal pc. Ma la pausa non deve essere quella del solito caffè. E' anche utile ma non basta. Eseguiamo dei piccoli esercizi che fanno bene al nostro fisico, in particolare agli organi che più risentono in negativo di questo uso continuo del pc. Ci viene incontro lo stesso computer ad aiutarci. Scarichiamoci questo piccolo programmino che si chiama Off4Fit a questa pagina. Il programma è di piccole dimensioni, gratuito ed in lingua italiana. Si posiziona nella system tray in basso a destra. Quando accendiamo il nostro pc, viene caricato in automatico (possiamo disabilitare questa scelta) e comincerà a contare il tempo che passaremo al nostro computer. Possiamo programmare il tempo della nostra pausa. Allo scadere Off4Fit si attiverà, ricordandoci di fermarci e suggerendoci alcuni esercizi fisici per occhi, mani e corpo. Piccoli esercizi da fare a casa o in ufficio. Li possiamo vedere con le animazioni che ci propone e poi li eseguiamo. Off4Fit fa parte di quei piccoli programmi che oltre ad essere utili sono da considerarsi indispensabili per una buona cassetta di attrezzi ... in questo caso i nostri programmi preferiti. Buona ginnastica

venerdì 9 gennaio 2009

Baez - De Andrè un duo straordinario

Joan Chandos Baez (New York, 9 gennaio 1941) è una cantante statunitense di musica folk, conosciuta anche per il suo impegno politico e per l'unione artistica e sentimentale con Bob Dylan. Pacifista convinta, impegnata da sempre per i diritti civili, Baez si schierò contro l'intervento militare statunitense in Vietnam fin dal 1964 e arrivò a detrarre dalla somma dovuta al fisco il 6%, che sarebbe stato destinato alle spese per la guerra.

Joan Baez, oltre che in lingua inglese, canta ed ha cantato in molte lingue fra cui spagnolo, giapponese, francese, tedesco, arabo, russo, polacco, portoghese oltre che italiano (C'era un ragazzo che come me..., Un mondo d'amore di Gianni Morandi e infine Geordie in duetto con Fabrizio De Andrè) e in napoletano ('Nu bello cardillo).

Fabrizio Cristiano De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999) è stato un cantautore e poeta italiano. Nelle sue opere ha cantato prevalentemente storie di emarginati, ribelli, prostitute e persone spesso ai margini della società. Molti suoi testi sono considerati dei veri e propri componimenti poetici e, come tali, inseriti nella gran parte delle antologie scolastiche di letteratura. Faber, come spesso viene chiamato dal soprannome datogli dall'amico d'infanzia Paolo Villaggio, nei suoi quarant'anni di attività musicale produsse quindici album. Un numero relativamente modesto, probabilmente determinato dalla grande attenzione dell'autore alla qualità delle sue opere.

Joan Baez e Fabrizio De Andrè in "Geordie"

Uomo Mentre attraversavo London Bridge un giorno senza sole vidi una donna pianger d'amore, piangeva per il suo Geordie. Donna Impiccheranno Geordie con una corda d'oro, è un privilegio raro. Rubò sei cervi nel parco del re vendendoli per denaro. Uomo Sellate il suo cavallo dalla bianca criniera sellatele il suo pony cavalcherà fino a Londra stasera ad implorare per Geordie Donna Geordie non rubò mai neppure per me un frutto o un fiore raro. Rubò sei cervi nel parco del re vendendoli per denaro. Insieme Salvate le sue labbra, salvate il suo sorriso, non ha vent'anni ancora cadrà l'inverno anche sopra il suo viso, Uomo potrete impiccarlo allora Né il cuore degli inglesi né lo scettro del re Geordie potran salvare, anche se piangeran con te la legge non può cambiare. Insieme Così lo impiccheranno con una corda d'oro, è un privilegio raro. Rubò sei cervi nel parco del re Uomo vendendoli per denaro.

Monitorare l'influenza in tempo reale

In questi giorni, in Italia, aumenta il numero di persone colpite da influenza. La maggior parte sono bambini. Il picco si avrà a Febbraio.

Purtroopo, l'allarme viene dai medici americani, il virus è resistente. Gli effetti curativi del Tamiflu, uno dei farmaci più utilizzati per combattere la malattia, sembra poco efficace.   Al momento la situazione è sotto controllo, anche se le percentuali di coloro che sono stati ricoverati vista l'inefficacia del Tamiflu è vertiginosamente in crescita.

Un'inversione di tendenza legata ad una mutazione spontanea del virus che sta rendendo inefficace l'effetto della medicina. E di cui i medici stanno cercando di capire la causa. In Italia i dati sono raccolti dall'Istituto Superiore di Sanità. Per adesso le regioni più colpite dall'influenza sono state Val d'Aosta, Umbria e Marche. E l'età più vulnerabile è quella della fascia 0-4 anni. Una incidenza di 6,70 casi per mille assistiti.  Accanto al tradizionale censimento dei medici, anche in Italia comincia a prendere piede il monitoraggio via web dell'influenza.

Il sito si chiama www.influweb.it e segue, in tempo reale, l'evoluzione della malattia. Agli utenti viene chiesto di compilare un questionario, segnalando sia caratteristiche sociali, sia lo stato di salute. Dati che poi vengono analizzati e tradotti in grafici e tabelle.

Le statistiche del sito permettono, o meglio permetteranno, la raccolta dei dati sull'incidenza della malattia, l'evoluzione e le mappe di diffusione.

Ad oggi hanno risposto in mille volontari. Ma l'obiettivo è arrivare alle diverse migliaia che già si registrano in altri paesi europei (Olanda, Belgio e Portogallo). "Per inserire nel censimento anche bambini e anziani che non hanno familiarità con il web, c'è la possibilità di far registrare l'intero nucleo familiare con un solo account - spiega Vittoria Colizza che coordina il progetto - I dati raccolti saranno utilissimi per poter gestire l'emergenza e pianificare gli interventi".

Uno strumento che potrebbe fare fronte ad un'emergenza sanitaria ma anche economica che, tra costi diretti e indiretti, si aggira dai 400 milioni ai 3 miliardi di euro. 

Fonte Repubblica.it  

Piccoli angeli crescono

Da circa un mese avvenivano strani sabotaggi alla linea ferroviaria Milano-Varese, all'altezza di Rho. Gli inquirenti hanno pensato anche all'ipotesi di attentati terroristici.  I binari erano ostruiti con grossi massi, blocchi di cemento e bastoni. Gli ostacoli hanno costretto a fermare diversi treni, interrompendo il traffico e causando forti ritardi. In un caso i vandali avevano fissato un cavo di rame da una parte all’altra del binario, collegandolo a un contenitore con paglia di vetro incendiata. Alla fine sono spuntati i colpevoli. Due ragazzini di 14, due di 13 ed uno di 9. La Polfer ha fermato i ragazzini il 4 gennaio dopo che avevano messo un blocco di cemento sulla ferrovia, evitato per poco dal macchinista.  I minorenni hanno confessato, solo uno di loro non ha parlato, e i quattro più grandi, uno dei quali è di origine romena, sono stati denunciati per attentato alla sicurezza dei trasporti e procurato allarme. Uno dei genitori, fortemente risentito, ha chiesto agli agenti perché non andassero “ad arrestare Riina, invece di occuparsi dei giochi dei ragazzi”. Giochi di ragazzi? I tempi sono cambiati. Se questi sono giochi di ragazzi, chissà cosa inventeranno di bello quando saranno più grandi. Ma si facciamoli giocare. Magari con qualche molotov. 

giovedì 8 gennaio 2009

Elvis Presley - Io sono la leggenda

Elvis Aaron Presley (Tupelo, 8 gennaio 1935 – Memphis, 16 agosto 1977) è stato un cantante, chitarrista e attore statunitense. È stato uno dei più celebri musicisti rock and roll di tutti i tempi e ispirazione per musicisti e rockabilly, tanto da essere soprannominato Il Re del Rock and Roll o anche solo The King. Fra il 1972 ed il 1977, anno della sua morte, furono venduti nel mondo oltre un miliardo di suoi dischi: il 60% nei soli Stati uniti, ed il restante quaranta per cento sul mercato discografico mondiale. L'ultima esibizione di Presley fu a Indianapolis al "Market Square Arena" il 26 giugno 1977. Il 16 agosto del 1977 Elvis fu trovato esanime nella stanza da bagno dalla compagna Ginger Alden nella sua dimora a Graceland, a Memphis. Trasportato al Baptist Memorial Hospital, ne fu dichiarata la morte alle 3.30 del pomeriggio per una forte aritmia cardiaca. Immediatamente dopo la scomparsa del cantante, si diffusero voci, degne della miglior leggenda metropolitana, che andavano sostenendo come Elvis fosse, in realtà, vivo, e che la sua morte fosse stata una sorta di messa in scena. In modo particolare, una delle associazioni ufficiali di fans, ha istituito un sito web, non a caso chiamato Elvis Lives.  Questo sito comprende, tra l'altro, la possibilità di segnalare un "avvistamento", cioè il luogo e la circostanza in cui testimoni oculari ritengono di aver visto Elvis vivo, in periodi successivi alla sua morte. L'aspetto più interessante è però costituito dalle cosiddette 10 prove, che dovrebbero indurre a pensare che la teoria della morte "simulata" abbia un qualche fondamento. Secondo i responsabili, esistono dieci distinte evidenze che darebbero corpo e sostanza all'ipotesi che il celebre cantante sia ancora in vita: 1. Elvis è in un programma di protezione testimoni Tutti sanno del famoso incontro tra Elvis e l’allora presidente Richard Nixon. Quello che nessuno sa è che Nixon diede ad Elvis il distintivo della DEA (Drug Enforcement Administration), la prova che Elvis stava collaborando con le indagini governative, entrando, successivamente, in un programma di protezione di testimoni. 2. L'errore del suo nome sulla tomba Suo padre Vernon, scrisse in modo errato il secondo nome di Elvis sulla tomba, Aaron invece di Aron, nome datogli da sua madre. Questo è il segno, forse, che Vernon sapeva che in quella tomba non c'era suo figlio? 3. Le foto del cadavere non assomigliano ad Elvis Nel 1977, il National Enquirer pagò un terzo cugino di Elvis affinché questi scattasse, di nascosto, alcune foto al corpo. L’Enquirer pubblicò quelle foto, che subito provocarono uno shock tra i fans di Elvis di tutto il mondo: le sopracciglia, il mento, le dita... tutto era differente dal vero Elvis. 4. La bara era troppo pesante  La bara pesava 900 pounds (poco più di 408 kg). Sappiamo che, negli anni in cui morì, Elvis era sovrappeso... ma non così tanto. Una spiegazione possibile è che all’interno di quella bara vi vosse un manichino di cera e un sistema di raffreddamento per evitare che si sciogliesse. 5. La strana dichiarazione del Colonnello Parker Il colonnello Tom Parker (storico manager di Elvis), durante una conferenza stampa tenuta subito dopo la morte del cantante, disse: «Elvis non è morto. È morto solo il suo corpo. Teniamo alto lo spirito. Manteniamo Elvis vivo. Ho parlato con lui questa mattina e mi ha detto: “Andiamo avanti!”». È possibile che vi fosse un doppio intendimento in queste parole: forse ha voluto dire ai giornalisti la verità senza che nessuno, allora, potesse sospettarlo? 6. Incongruenze nel resoconto della morte Ci sono molte incongruenze nel modo in cui sono state descritte le circostanze della sua morte. Alcuni testimoni hanno disconosciuto le descrizioni fatte in merito, ad esempio, al modo in cui il corpo fu ritrovato, su cosa Elvis indossasse in quel momento, quando fu ritrovato, se era già morto o ancora moribondo, l’ora in cui fu dichiarato il decesso e se fu tentata la respirazione artificiale. 7. Quel libro non era stato ancora pubblicato Il libro sulla Sacra Sindone di Torino, che si dichiarò Elvis stesse leggendo al momento della morte, non fu pubblicato se non l’anno successivo. 8. Indizi che Elvis stesse pianificando qualcosa Ci sono evidenze che sembrano dimostrare come Elvis stesse pianificando la sua uscita di scena: Perché, ad esempio, ordinò un nuovo costume per un tour che sarebbe dovuto iniziare proprio il 16 agosto 1977? Perché salutò alcuni vecchi amici poco prima della sua morte? Nel corso dell’ultimo tour, cantò “Blue Christmas”, nonostante si fosse in estate: era un avvertimento ai suoi fans? Cinque mesi prima, i membri della sua famiglia furono frettolosamente cancellati dal suo testamento. Forse aveva previsto che avrebbe avuto bisogno di quel denaro per una nuova vita? 9. Una misteriosa figura lascia Memphis il giorno dopo Il 17 agosto, giorno dopo la sua morte, fu acquistato all’aeroporto di Memphis un biglietto aereo per Buenos Aires da un uomo che assomigliava ad Elvis e che si presentò col nome di John Burrows. Questo era un nome in codice che spesso Elvis usava, ad esempio, per prenotare camere d’hotel ai suoi collaboratori. 10. Escono nuove incisioni di Elvis che canta brani degli anni '90 Nel 2002, un'etichetta indipendente pubblica un doppio CD intitolato Kingtinued. La voce di Elvis canta canzoni la maggior parte delle quali non esisteva prima della sua morte. Tra queste, vi sono brani come: La Vida Loca, Tears in Heaven, England's Rose e Crazy Little Thing Called Love. Una speciale task-force di tecnici audio del canale televisivo KLAS-CBS News avrebbe effettuato l'analisi della voce di questo CD, arrivando alla conclusione che essa corrisponde in tutti i parametri a quella di Elvis Presley. In verità questa non può essere considerata come prova poiché è stato scoperto che il cd fu inciso da Doug Church, un suo sosia. Elvis vive? Oggi sarebbero 73 i suoi anni. Con i record che, ancora oggi, non sono stati superati da nessuno è entrato nella storia. Allora possiamo dire che Vive. I Record di Elvis: Ha ricevuto 149 dischi d'oro, platino e multiplatino. È l'unico artista ad essere inserito in quattro Hall of Fame: rock, gospel, country e rockabilly. La sua casa è stata dichiarata monumento nazionale e ed è la seconda casa più conosciuta d'America dopo la Casa Bianca. In Inghilterra ha piazzato 18 Hit superando i Beatles a 17. È stato eletto artista del secolo. Ha vinto tre Grammy. Detiene il record di presenze in classifica con 12 brani. Il vecchio record di 11 brani era sempre suo. Negli anni 70 riuscì a fare il tutto esaurito per più di 380 spettacoli consecutivi. Il suo concerto "Aloha from Hawaii" fu visto da più di un miliardo di persone (meno persone videro lo sbarco sulla luna). In un recente sondaggio gli inglesi hanno scelto lui come persona da far resuscitare scalzando altre persone più accreditate come Lady D. La prima volta che entrò in classifica fu nel 1956 con Heartbreak Hotel e l'ultima volta è stato nel 2003 con la versione remixata di Rubberneckin' diventando così l'artista che è entrato in classifica per l'arco di tempo maggiore. Secondo il sondaggio "National Year of Reading" la canzone che meglio descrive lo stato degli innamorati è "Can't help falling in love". Solo negli ultimi 5 anni di vita ha venduto 1 miliardo di dischi. Detiene il record di dischi d'oro: 68. "Love me tender" fu disco d'oro ancora prima di uscire grazie alle prenotazioni. L'ellepì di "G.I.Blues" rimase in classifica per 111 settimane consecutive. Maggior numero di settimane al primo posto in America: 79. dal 1956 al 2003 sono apparsi nella classifica Hot 100 di Billboard 151 suoi singoli. Elvis è il cantante con il maggior numero di incisioni certificate dalla Recording Industry Association of America(RIAA) con 262 titoli(148 d'oro,82 di platino,32 di multiplatino)tra album e singoli. Detiene il record dell'arco di tempo più lungo tra due n.1 in Inghilterra(1957:"All shook up"-2005:riedizione "It's now or never"
Elvis Presley- Can't Help Falling in Love

Un vero uomo fa tutto da solo.....

Ore 7.40 a Wicocomico Church, località della Virginia a 200 km da Washington. Il piccolo X (non sappiamo il nome) di 6 anni si accorge che ha perso lo scuolabus delle 7.30. Che fare? Svegliare la madre che dormiva? Ma no!. Ha preso l'auto parcheggiata davanti casa e si è messo alla guida. Ha guidato l'auto per 15 km su strade molto affollate. Non poche le difficoltà per raggiungere i pedali. Ma la velocità era sostenuta, stando alle testimonianze di alcune persone che hanno visto passare l'auto. Ha perso il controllo dell'auto quando ormai alla Northumberland Elementary School di Heathsville mancavano meno di due chilometri: si è spaventato per il sopraggiungere di un camion e dopo aver perso il controllo della Ford Taunus della madre è andato a sbattere a velocità sostenuta contro un cartello stradale. Senza riportare alcun tipo di contusione, solo molta paura. Lo abbiamo trovato in auto che piangeva in modo isterico» ha riferito Roger Briney, uno degli agenti intervenuti sul posto. «Abbiamo verificato che non fosse rimasto ferito, lo abbiamo calmato, finchè lui sotto i nostri occhi è sceso dall'auto e si è incamminato a piedi». «Dove vai?». «A scuola, sono in ritardo» ha risposto. La polizia lo ha accompagnato prima in ospedale, per un ulteriore controllo, poi dalla maestra Secondo me, questo da grande, farà il Presidente degli Stati Uniti d'America. Non ci sono alternative.

Fonte Corriere.it

Decreto Gelmini sul riordino delle università

La Camera (281 sì e 196 voti contrari) ha approvato in via definitiva il decreto Gelmini sul riordino del sistema universitario.  Sul decreto, contro il quale in novembre si era mobilitata la protesta di studenti e docenti, il governo aveva chiesto la fiducia. Voto a favore della maggioranza, no di Pd e Italia dei Valori, con dure critiche basate sulla stima dei tagli che il decreto comporta mentre l'Udc si è astenuta «per offrire un'apertura di credito nei confronti del ministro Mariastella Gelmini» Le maggiori novità riguardano i concorsi per la carriera universitaria, gli atenei con spese troppo elevate, la valorizzazione degli atenei virtuosi, ricercatori e borse di studio. CONCORSI - Le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori universitari di prima e seconda fascia saranno composte, a differenza di quanto accadeva finora, da 4 professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore disciplinare oggetto del bando e da un solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Per quanto riguarda i ricercatori, in attesa di un riordino organico del sistema di reclutamento, le commissioni che giudicheranno i candidati al concorso saranno composte da 1 professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da 2 professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. La valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti in ambito internazionale. ATENEI «SPENDACCIONI» - Le università con una spesa per il personale troppo elevata (più del 90% dello stanziamento statale) non potranno fare nuove assunzioni.  «ATENEI VIRTUOSI» - Più finanziamenti saranno distribuiti alle Università migliori: quelle con offerta formativa, con qualità della ricerca scientifica, efficienza delle sedi didattiche migliori. RICERCATORI - Per favorire l'assunzione dei giovani ricercatori, il blocco del turn over (a quota 20% nelle altre amministrazioni) viene elevato al 50%. Delle possibili assunzioni presso le Università, almeno il 60% dovrà essere riservato ai nuovi ricercatori. BORSE DI STUDIO - Tutti gli aventi diritto avranno la borsa di studio. Un incremento di 135 milioni di euro sarà, infatti, destinato ai ragazzi capaci privi di mezzi economici. Oggi 180 mila ragazzi sono idonei a ricevere la borsa di studio e l'esonero dalle tasse universitarie, ma solo 140.000 li ottengono. 65 milioni di euro saranno destinati a progetti per residenze universitarie (1700 posti letto in più).

martedì 6 gennaio 2009

Auguri Adriano!

via Gluck a Milano
Adriano Celentano nato a Milano il 6 Gennaio 1938
Il ragazzo della via Gluck (1966) Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso in via Gluck, in una casa, fuori città, gente tranquilla, che lavorava. Là dove c'era l'erba ora c'è una città, e quella casa in mezzo al verde ormai, dove sarà? Questo ragazzo della via Gluck, si divertiva a giocare con me, ma un giorno disse, vado in città, e lo diceva mentre piangeva, io gli domando amico, non sei contento? Vai finalmente a stare in città. Là troverai le cose che non hai avuto qui, potrai lavarti in casa senza andar giù nel cortile! Mio caro amico, disse, qui sono nato, in questa strada ora lascio il mio cuore. Ma come fai a non capire, è una fortuna, per voi che restate a piedi nudi a giocare nei prati, mentre là in centro respiro il cemento. Ma verrà un giorno che ritornerò ancora qui e sentirò l'amico treno che fischia così, "wa wa"! Passano gli anni, ma otto son lunghi, però quel ragazzo ne ha fatta di strada, ma non si scorda la sua prima casa, ora coi soldi lui può comperarla torna e non trova gli amici che aveva, solo case su case, catrame e cemento. Là dove c'era l'erba ora c'è una città, e quella casa in mezzo al verde ormai dove sarà. Ehi, Ehi, La la la... la la la la la... Eh no, non so, non so perché, perché continuano a costruire, le case e non lasciano l'erba non lasciano l'erba non lasciano l'erba non lasciano l'erba Eh no, se andiamo avanti così, chissà come si farà, chissà... Dal concerto Live a Berlino del 1994



  E se siete arrivati fin qui a leggere ed ascoltare allora meritate un bonus come nei videogiochi. Godetevi questo clip animato di Mina ed Adriano Celentano in "Che t'aggia dì"


La vecchietta che sorride

6 Gennaio giorno della Befana. Ma chi è la Befana?  Secondo il racconto popolare, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare. Esiste anche un altra versione. La festa della Befana deriverebbe da antichi elementi folclorici pre-cristiani, recepiti ed adattati dalla tradizione cristiana. L'origine di questa figura è probabilmente da connettere a tradizioni agrarie pagane relative all'inizio dell'anno.  In tal senso l'aspetto da vecchia sarebbe da mettere in relazione con l'anno trascorso, ormai pronto per essere bruciato per "rinascere" come anno nuovo. In molti paesi europei infatti esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all'inizio dell'anno. In quest'ottica l'uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l'anno nuovo. E sulla Befana c'è una vecchia filastrocca. Ma siccome ci piacciono le cose difficili ecco le 22 versioni di questa filastrocca che sono pubblicate su Wikipedia. Prima versione La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte con le toppe alla sottana: Viva, viva la Befana! Seconda versione La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col vestito alla romana: Viva viva la Befana! Terza versione La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col cappello alla romana: Viva viva la Befana! Quarta versione La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte porta un sacco pien di doni che regala ai bimbi buoni Quinta versione La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, con la scopa di saggina: viva viva la nonnina! Sesta versione La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, se ne compra un altro paio con la penna e il calamaio. Settima versione La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte viene e bussa alla tua porta sai tu dirmi che ti porta? Ottava versione La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte; viene, bussa e scappa via, la befana è mamma mia. Nona versione La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte il suo sacco è pien di toppe e le ossa ha tutte rotte. Decima versione La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, il vestito trulla là, la Befana: "Eccomi qua!!!" Undicesima versione La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, con la gerla sulle spalle e le calze rosse e gialle. Dodicesima versione La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, s'è scucita la sottana: viva, viva la Befana! Tredicesima versione La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, il cappello alla tramontana, viva, viva la Befana! Quattordicesima versione La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col cappello e la sottana Viva viva la Befana! Quindicesima versione Befana Befana che stai nella tana vestita di rosa portaci qualche cosa! Sedicesima versione Befana Befana con le scarpe tutte rotte, col vestito da Furlana viva, viva la Befana! Diciassettesima versione  La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, se la rotte se l'assetti la Befana porta 'confetti! Diciottesima versione La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col vestito da ciociara: Viva viva la Befana! Diciannovesima versione La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte il vestito alla romana la befana l'è me mama Ventesima versione La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col vestito di velluto cara bimba ti saluto Ventunesima versione La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte è vestita alla romana Yeah, Yeah, La Befana! Ventiduesima versione La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte il vestito Dolce & Gabbana Viva viva la befana! Comunque, per quanto è utile adesso il carbone, la Befana alla fine porta sempre cose buone. Auguri.

giovedì 1 gennaio 2009

2009 Comincia una nuova navigazione

Qualche giorno fa mi venne un'idea. Fare un post di auguri per il nuovo anno sul blog di Myspace. Ma questa volta non accontentandomi dei soliti e pochi commenti, come si usa fare su myspace, dove i blog non decollano mai. 

Ho scritto il post lasciandolo aperto in una specie di non-stop. Tre giorni. Dalle 17.45 del 30 dicembre alle 17.45 del 2 gennaio. 

Ebbene, l'idea ha avuto successo. Adesso i commenti sono 314 e continuano ad aumentare. Non conosco record su Myspace. Ma credo che il numero di commenti sullo stesso articolo che ho raggiunto (ed ancora aumentano) sia già un record. 

Ad ogni modo lo scopo non era questo. Ma semplicemente coinvolgere gli amici a fare una cosa comune. Uno dei difetti delle reti sociali è che si creano piccoli gruppi nell'ambito della propria lista di amici. E che la lista amici spesso è fatta di persone che non conosciamo. 

Allora perchè non fare un iniziativa che coinvolge tante persone e li mette in relazione? Mi sembra che il risultato sia più che soddisfacente.

Siccome i veri protagonisti sono stati gli "amici" accorsi numerosi, mi sembra doveroso ringraziarli pubblicamente su questo blog, augurando loro un anno meraviglioso.

E per dire a loro grazie ed a tutti i lettori di questo blog, dedico una canzone di Venditti sull'amicizia. 

Grazie a tutti ed auguri per questo 2009 ............

Ci vorrebbe un amico Antonello Venditti Stare insieme a te, è stata una partita, va bene hai vinto tu, e tutto il resto è vita ma se penso che l'amore è darsi tutto nel profondo in questa nostra storia sono io che vado a fondo.  Ci vorrebbe un amico, per poterti dimenticare ci vorrebbe un amico per dimenticare il mare ci vorrebbe un amico qui per sempre al mio fianco ci vorrebbe un amico nel dolore e nel rimpianto Amore, amore illogico, amore disperato lo vedi sto piangendo, ma io ti ho perdonato e se amor che nullo amato, amore, amore mio perdona in questa notte fredda mi basta una parola Vivere con te, è stata una partita il gioco è stato duro comunque sia è finita ma sarà la notte magica o forse l'emozione io mi ritrovo solo davanti al tuo portone.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...