Enzo Biagi (Pianaccio di Lizzano, 9 agosto 1920 – Milano, 6 novembre 2007)
da Riflessioni su un dovere, Corriere della sera, 9 aprile 2006, p. 1
Sto dall'altra parte, quella che simpaticamente il premier ha definito «coglioni». Credo che tutti i giovani, figli di ricchi o di poveri, debbano avere gli stessi diritti allo studio e uguali possibilità nell'affrontare la vita;
credo nella magistratura, nella sua indipendenza, e che tutti possano difendersi qualunque sia il conto in banca, quindi non credo alle trame; credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere;
credo che non debbano esserci prevaricazioni né leggi ad personam, per sé, familiari o amici; credo che la pace debba sempre vincere sulla guerra; infine credo che non si debbano imbarcare fascisti e neonazisti per un pugno di voti.
Non mi fido di chi ha avuto cinque anni e li ha spesi male. E non ho mai sopportato quelli che fanno promesse e non le mantengono.
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giovedì 6 novembre 2008
Enzo Biagi: Inno alla Libertà
a
23:35
Etichette: Personaggi
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2 commenti:
provooooooooooo
tutto okokokokok
ciao, Dany!
Quanto manca una mente come la sua! Ce ne fossero ancora di giornalisti come lui... Ciao Dani e buona domenica!
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