lunedì 24 novembre 2008

da "Il Gabbiano Jonathan Livingston di" Richard Bach

"Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo cio' che e' limitato. Guarda con il tuo intelletto, e scopri quello che conosci gia', allora... imparerai come si VOLA."

Egli imparò a volare, e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare. Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia a rendere così breve la vita di un gabbiano".

« Per volare alla velocità del pensiero, verso qualsivoglia luogo, tu devi innanzitutto persuaderti che ci sei già arrivato. » Il segreto, secondo Ciang, stava tutto qui: Jonathan doveva smettere di considerare se stesso prigioniero di un corpo limitato, un corpo avente un'apertura alare di centodieci centimetri e i cui itinerari potevano venir tracciati su una carta nautica. Il segreto consisteva nel sapere che la sua vera natura viveva, perfetta come un numero non scritto, contemporaneamente dappertutto, nello spazio e nel tempo.

"Tu non hai piu' bisogno di me. Devi solo seguitare a conoscere meglio te stesso, ogni giorno un pochino di piu', trovare il vero gabbiano Fletcher Lynd. E' lui, il tuo maestro. E' lui che devi capire. E' in lui che devi esercitarti: a esser lui."

Be di Neil Diamond dall'album "Jonathan Livingston Seagull" del 1973

2 commenti:

Anonimo ha detto...

...colpita e affondata!
Hai "beccato" il mio punto debole, Capitano! E' questo il libro che porterei SEMPRE se dovessi partire per un viaggio infinito. L'ho letto che ero adolescente, ma è stato da subito il mio compagno preferito, mi sembra certe volte che Jonathan sia accanto a me e possa parlarmi all'orecchio... E' così vero quel che lui predica agli altri gabbiani, il suo "andare oltre", oltre il visibile, oltre gli schemi preconcetti, oltre quello che tutti pensano sia vero e giusto. E' un libro meraviglioso, un vero gioiello! Grazie grazie grazie per averlo fatto essere protagonista, almeno per un giorno! CIAO, buona giornata a te,
Serena (MySpace)

ROSA BLU ha detto...

Io sono stata un'adolescente ed una ventenne, che viveva sempre moltissimo nella sua mente, dimenticavo addirittura di avere un corpo. Cercavo di capire il perchè delle mie reazioni alle cose e dei comportamenti degli altri, cercando di non fermarmi alle apparenze e non giudicare. Cercavo di comprendere le cose che mi portavano sofferenza, imparando così a superarle ed a non temerle.Vivevo molto anche di fantasia e creatività, pur rimanendo coi piedi per terra nelle cose importanti. Amavo conoscere il più possibile attraverso i libri, per allargare i miei orizzonti di comprensione.
Ricordo con nostalgia quella Rosa, che anche se la realtà poteva essere problematica, come per tutti i giovani, che devono realizzarsi, o per altri problemi, che possono capitare nella vita, si sentiva libera ed affrontava tutto con serenità.
Devo ammettere, che quella Rosa era migliore di quella di oggi! Nonostante tutto si è lasciata sopraffare dalla vita...ma l'importante, è come allora, prenderne consapevolezza e ritrovarla, perchè è ancora dentro di me, basta solo liberarla!
Questo post si addice proprio al momento di riflessione interiore che sto affrontando!
Grazie...un aiuto in più!

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